Si parte!!!!!

Sabato 10 Novembre Pinocchio Jazz inaugura la XXV edizione,

con una grande orchestra e una grande festa. Sarà una stagione

speciale con tanti ospiti e belle novità come l'INGRESSO GRATUITO

PER GLI UNDER 25 e la collaborazione con il

Dipartimento di Jazz della Scuola di Musica di Fiesole!

 

sabato 22 dicembre


Doppio concerto & Christmas Party con buffet dale 20.30!

1° set

SARA BATTAGLINI DALIA Trio

Presenta “Paintings Behind the Scent Of The Woods”

SARA BATTAGLINI voce/ FEDERICO PIERANTONI trombone/ ENRICO RONZANI pianoforte

2°set

FRANCESCA GAZA  “LILAC FOR PEOPLE”

FRANCESCA GAZA voce, direzione, composizioni /JACOPO FAGIOLI tromba, flicorno, trombone/ FRANCESCO PANCONESI sax tenore/ FEDERICO D’ANGELO sax baritono, clarinetto basso/ LORENZO PELLEGRINI chitarra/ LUCA SGUERA tastiere, synth, live fx/ ALESSANDRO MAZZIERI basso/ MATTIA GALEOTTI batteria

Due fulgide stelle nascenti del jazz, Sara Battaglini e Francesca Gaza, condividono il palco per presentare i rispettivi esordi discografici, arricchiti dalla collaborazione di giovani e talentuosi musicisti che, come le due leader, rappresentano la nuova  generazione del  jazz under 30. Due voci e progetti diversi, per due anime affini che, guarda caso, intitolano i loro lavori con l’immagine di due fiori: la Dalia e il Lillà.

Il disco di Sara Battaglini disegna un percorso musicale e interiore profondo, che per la  cantante fiorentina (e co autrice dei brani e dei testi) si nutre del concetto di condivisione (musicale ed esistenziale) riassunto nell’immagine morbida e geometricamente perfetta del fiore che dà il nome al gruppo: la Dalia.

L’ottetto di Francesca Gaza, presenta, nel secondo set, il già acclamato “Lilac for People”, progetto (e disco in uscita) che la cantante e compositrice italo tedesca ha ideato e diretto, curandone gli arrangiamenti, reclutando alcuni suoi “compagni” di studi e avventure musicali, con i quali ha costruito un denso viaggio sonoro tra jazz roots elettronica e suggestioni pop, al timone di una colorata e sognante “chamber jazz-pop” band. A giudicare dalla preparazione, professionalità e passione di Sara e Francesca, e dei loro collaboratori, si può affermare che il jazz italiano di nuovissima generazione è quanto mai vivo e creativo. E questa è una preziosa occasione per scoprirlo.

 

sabato 12 gennaio


ANTONELLO SALIS &ANTONINO SIRINGO

“Improvvisanto”

ANTONELLO SALIS fisarmonica e piano/ANTONINO SIRINGO piano

Due funamboli senza rete. Nessuno spartito e nessun limite per questo magico duo che ama il rischio e i linguaggi dell’improvvisazione. Due anime appartenenti a due isole: la Sardegna e la Sicilia per la prima volta al Pinocchio per inaugurare nel più puro spirito del jazz il 2019! Antonello Salis, un’artista unico che non ha bisogno di presentazioni, torna sul palco del club in tutta la sua carica dirompente, alternandosi ai suoi strumenti prediletti, per dialogare in totale libertà con Antonino Siringo, pianista siciliano, da molti anni “di stanza “a Firenze, nonché direttore del neonato Dipartimento Jazz della Scuola di Musica di Fiesole e musicista eclettico che spazia dal jazz alla musica colta del Novecento, alle collaborazioni con il teatro e la danza.

 

sabato 19 gennaio


FABRIZIO BOSSO & ROSARIO GIULIANI 4tet

FABRIZIO BOSSO tromba/ROSARIO GIULIANI sax/ALBERTO GURRISI Hammond/MARCO VALERI batteria

Pinocchio non poteva festeggiare i suoi 25 anni senza due stelle del jazz italiano che hanno fatto anche la “sua” storia. Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani tornano sul palco fiorentino per presentare il loro nuovo quartetto, completato da altrettanti eccellenti protagonisti della musica improvvisata made in Italy come Alberto Gurrisi e Marco Valeri. Con un repertorio di standard e composizioni originali che permettono ai co-leader di lanciarsi in virtuosismi solistici e raffinate architetture improvvisative, il gruppo si annuncia già come un fiore all’occhiello di questa importante edizione.

 

sabato 26 gennaio

Concerto nell’ambito delle Giornate della Memoria


SHANIR BLUMENKRANZ ABRAXAS

SHANIR BLUMENKRANZ gimbri, bass/ARAM BAJAKIAN guitar/EYAL MAOZ guitar/KENNY GROHOWSKI drums

Bassista di Brooklyn e collaboratore da oltre 15 anni di John Zorn, Shanir Blumenkranz e i suoi “Abraxas” rileggono in modo originalissimo e trascinante parte della produzione compositiva zorniana, esplorando innanzitutto le sue radici ebraiche,  in una miscela infiammabile di jazz, alt-rock e tradizione sefraditica. Blumenkranz, che qui, oltre al basso, fa largo uso del “gimbri”, antico strumento della tradizione marocchina e algerina, spinge melodie e sonorità arcaiche nella ribollente contemporaneità del melting pot newyorchese, insieme a due eccezionali virtuosi della chitarra, l’israeliano Eyal Maoz e l’americano-armeno Aram Bajakian (anch’essi già collaboratori di Zorn, ma anche, quest’ultimo di Marc Ribot e Lou Reed). A completare questo dirompente quartetto, il vigoroso drumming di Kenny Grohowsky, per un concerto pirotecnico che libera l’energia della tradizione klezmer in una sorta di emozionante e allucinato “elettroshock”.

 

sabato 2 febbraio

Concerto Speciale in Anteprima della XXIV edizione di Metastasio Jazz

ROBERTO OTTAVIANO 4tet

Presenta Eternal Love

ROBERTO OTTAVIANO sax/GIORGIO PACORIG piano/GIOVANNI MAIER contrabbasso/ZENO DE ROSSI batteria

 

“È la prima volta che sento il bisogno di un "bagno mistico" in cui il Jazz si fa infine Musica Totale, ma soprattutto travalica l'idea fine a se stessa di fare musica, per scavare a fondo nel nostro ego e per capire se esiste un "noi" universale da cui ripartire”. Così Roberto Ottaviano introduce il suo ultimo progetto “Eternal Love”, un omaggio all’Africa, alla sua cultura, alla sua musica e al suo popolo, in un’epoca di migrazioni e intolleranze razziali che sembra riportarci all’America degli Anni ’50 e ’60, di Rosa Parks e Martin Luther King. Con una selezione di composizioni di Don Cherry, Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, John Coltrane, Dewey Redman, Elton Dean, e brani originali, il sassofonista pugliese costruisce un percorso emozionante, condiviso con partner di indiscussa eccellenza, che invita gli ascoltatori ad andare oltre le note alla ricerca di uno spessore interiore senza il quale è difficile potersi proporre come modelli alle nuove generazioni, non solo di artisti. «Dedico questo lavoro – conclude Ottaviano – ai mei figli e a tutti i figli dell’umanità, che possano perdonarci per come gli stiamo consegnando questo mondo»

 

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